Pubblicato il 16 febbraio, 2026
L'illusione di un calo termico a fine Gennaio è durata pochissimo.
Osservando la temperatura media del Nord Emisfero, la linea rossa (2026) ha ripreso a correre verso l'alto con una pendenza impressionante e siamo ormai stabilmente sopra la media climatica, rincorrendo da vicino i record negativi dello scorso anno e lasciandoci alle spalle il cluster delle medie storiche.
Questa risalita avviene proprio mentre dovremmo essere nel cuore del freddo stagionale:
Img: L'anomalia di Temperatura nel Nord Emisfero torna a salire rapidamente

SITUAZIONE DRAMMATICA AL POLO NORD
Il dato più allarmante arriva però dal Polo Nord. Il grafico del volume del ghiaccio Artico aggiornato al 15 Febbraio 2026 mostra una situazione davvero preoccupante.
La linea nera (2026) si trova al di sotto di tutti gli anni precedenti (2022-2025) e spaventosamente lontana dalla media 2004-2013:
Img: Volume del ghiaccio Artico in forte deficit

Img: Anomalia spessore del Ghiaccio Artico

Con un volume di ghiaccio ai minimi storici, il "serbatoio" di aria gelida a disposizione del Vortice Polare è ridotto e più facilmente influenzabile dal calore oceanico.
La mancanza di ghiaccio innesca un circolo vizioso.
Meno superficie bianca riflette il sole, più l'oceano assorbe calore, rendendo sempre più difficile la formazione di un Vortice Polare solido e compatto.
Il grafico del Global Relative AAM mostra che siamo nel picco di una frenata atmosferica (fase negativa intorno a -1.5/2.0).
In teoria, questo calo del momento angolare dovrebbe favorire blocchi anticiclonici e scambi meridiani, tuttavia, il forecast per fine Febbraio e inizio Marzo indica una risalita generalizzata verso la neutralità o la positività.
Se non abbiamo avuto freddo ora, con il GLAAM ai minimi, sarà ancora più difficile averlo quando l'atmosfera riprenderà "velocità" in senso zonale (anche se in questo caso intervengono altri parametri di instabilità relativi all'avanzamento stagionale).
Mentre noi discutiamo di indici, le piante hanno già deciso. Le mimose e gli albicocchi già in fiore sono la risposta biologica a questi grafici. Siamo di fronte a un cambiamento strutturale, il ghiaccio scompare, le temperature corrono e l'Inverno, per come lo conoscevamo, sta diventando un ricordo sbiadito.
DAL 2022 È AVVENUTO IL FAMOSO "GIRO DI BOA" CLIMATICO
Quello che stiamo vedendo è un sistema che sta "strappando" i vecchi schemi.
Se le temperature emisferiche corrono verso record folli nonostante i principali fattori di raffreddamento naturale siano attivi, l'ingresso di El Niño potrebbe portarci in un territorio climatico mai esplorato prima:
Img: Proiezioni fase Enso

Img: Anomalie di Temperatura Oceaniche previste per Agosto 2026

COSA POTREBBE ACCADERE?
Solitamente, La Niña (raffreddamento del Pacifico equatoriale) e la PDO negativa agiscono come un condizionatore per il pianeta, tendendo a limare i picchi di calore globale.
Oggi, nonostante questi indici, le temperature dell'Emisfero Nord sono in risalita verticale.
L'accumulo di calore negli Oceani è talmente elevato che sovrasta l'effetto raffreddante del Pacifico.
In pratica, abbiamo il condizionatore acceso (La Niña), ma la casa sta andando a fuoco.
Le proiezioni indicano il passaggio verso El Niño tra l'Estate e l'Autunno 2026.
Questo significa passare da un fattore che toglie calore a uno che lo aggiunge massicciamente all'atmosfera.
Se siamo già su livelli da record con la Niña, l'arrivo del Niño potrebbe far schizzare le temperature Globali a livelli ancora mai visti, superando abbondantemente la soglia di +1,5°C o persino +1,6°C rispetto all'era pre-industriale su base annua.
Il calore Oceanico attuale, unito alla spinta del Niño, renderebbe quasi impossibile avere Inverni dinamici.
Il getto Atlantico diventerebbe ancora più violento di quello che stiamo vedendo ora.
Il passaggio al Niño, in un contesto di volume di ghiaccio Artico ai minimi storici, potrebbe portare a due scenari estremi.
Con un Atlantico già bollente, il Niño potrebbe pompare l'Anticiclone Africano in modo persistente.
Il Getto Atlantico , già forte ora, riceverebbe ulteriore energia.
Quello che preoccupa il mondo scientifico è che il 2026 rischia di essere l'anno della rottura definitiva. Se il calore attuale è il "minimo" che possiamo avere con la Niña, il "massimo" con il Niño potrebbe essere devastante.
Siamo passati da un clima che oscillava a un clima che scivola verso l'alto, indipendentemente dai cicli naturali.
Filippo Casciani & Staff CSCTmeteo
martedì 17 febbraio 2026 18:01
Siamo passati in una settimana dall' evento estremo ipotizzato su carte s 300 ore all' altantico bollente e un estate africana. Sempre interessante leggere articoli scientifici ma spero che per il prossimo inverno si commenti carte a 144/168 anziché commentare carte stratosferiche a 300 ore che non valgono nulla poi come si è dimostrato in ogni anno se non per illudere e consolare chi dai modelli non vede una via d'uscita.
martedì 17 febbraio 2026 19:15
-RISPOSTA CSCTmeteo-
Buonasera e grazie per il contributo.
Da parte nostra è stato fatto un lavoro a 360 gradi, che è stato quello di analizzare la situazione su scala emisferica.
Quella che si è verificata tra Gennaio e Febbraio è stata un'evoluzione decisamente estrema, che ha favorito l'instaurazione di una fase fredda e nevosa dai connotati Storici su gran parte del Nord Emisfero.
Analizzare carte a 300 ore e la Stratosfera, soprattutto se in riferimento al tempo previsto su microscala, non è il nostro sistema di lavoro ed infatti è quello che evitiamo sempre di fare.
Il prossimo Inverno manterremo la medesima linea analitica che riteniamo essere quella più soddisfacente e performante.
Ci saranno comunque alcuni interessanti update sul nostro comparto Modellistico, che dovrebbero alzare ulteriormente l'affidabilità.
Saluti
CSCTmeteo
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