CSCT Meteo - Center For Study on Climate and Teleconnections
lunedì 19 gennaio 2026 - 

Notizie



Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla portata dell'evento Meteorologico che si sta preparando per la terza decade di Gennaio, l'aggiornamento odierno chiude definitivamente la discussione. Stiamo assistendo ad una convergenza di indici che raramente si osserva con tale sincronia.
Poi sarà quel che sarà su scala Regionale, su questo il CSCT   non può ancora sbilanciarsi,  ma gli ingredienti per un qualcosa di estremanente  rilevante ci sono tutti.
Non abbiamo più solo segnali dinamici, ma ora anche la conferma chimica dell'atmosfera.

L'aggiornamento odierno del grafico dei Venti Zonali a 150 hPa (MERRA2) chiude definitivamente la porta a qualsiasi dubbio sulla tenuta del blocco.
Se ieri potevamo intravedere un timido tentativo di risalita (il famoso "respiro" del Vortice), l'emissione di oggi, 18 gennaio, è praticamente  una sentenza di condanna per il flusso zonale:

Img: Impressionante tracollo del vento zonale previsto a fine Gennaio


Osservando la linea arancione (Forecast) dell'ultimo grafico, notiamo che dopo il crollo in territorio negativo (inversione dei venti, ovvero Easterlies), la ripresa è talmente asmatica da risultare insignificante.
Il vento non riesce a superare la soglia critica dei 5 m/s e siamo lontanissimi dalla media climatologica (linea nera) che viaggia sui 15 m/s.
In termini dinamici, questo significa che non esiste più un nastro trasportatore capace di spingere le perturbazioni miti dall'oceano verso l'Europa, l'Atlantico è "spento".

Questa configurazione, con venti zonali che oscillano attorno allo zero, crea quello che in Fisica dell'Atmosfera si chiama Critical Layer (Livello Critico).
È come un muro invisibile e le onde planetarie (Onde di Rossby) che risalgono dalla Troposfera, quando incontrano venti zonali nulli o negativi, non possono propagarsi verticalmente , sono costrette a "infrangersi" (Wave Breaking) e a riflettere la loro energia verso il basso.
Questo meccanismo blinda l'Alta Pressione sulla Scandinavia, così che l'energia che non sfoga in alto, torna indietro e gonfia l'Anticiclone di blocco, rendendolo statico.

Con un flusso occidentale (West-to-East) praticamente assente, l'atmosfera deve muoversi per vie traverse. L'unica strada libera è quella antizonale (East-to-West). Il "motore" canadese di cui abbiamo parlato (l'iniezione di PV) continuerà a girare, ma trovando il muro atlantico chiuso, convoglierà  la spinta verso la retrogressione gelida dalla Russia verso l'Europa. con il flusso zonale costretto ad incanalarsi al di sotto del blocking (INTERAZIONE).

E se i grafici del vento zonale ci hanno illustrato il "motore" della manovra, l'aggiornamento odierno dell'Arctic Oscillation (AO) rappresenta la certificazione finale del risultato. L'ultimo run del modello GEFS mostra un crollo dell'indice AO di una violenza e profondità che raramente si osservano nelle serie storiche recenti:

Img: Tracollo dell'indice AO che sfiora -4 deviazioni standard


Un valore AO così negativo indica che sopra il Polo Nord  si è instaurata una pressione altissima (Anticiclone Polare), mentre alle medie latitudini (Europa/Mediterraneo) la pressione crolla.
Notate la sincronia .... Il picco di PV a 360K (l'iniezione di energia) avviene a inizio terza decade mentre il crollo dell'AO tocca il fondo esattamente pochi giorni dopo (25-28 Gennaio).
Questa è la prova del Downstream Development di cui abbiamo parlato: l'urto Stratosferico (causa) genera il blocco Artico (effetto), che a sua volta spinge l'Indice AO a valori da record negativo.

Non stiamo più parlando di ipotesi. Abbiamo un allineamento dei parametri fisici che ha raggiunto la soglia di attenzione.: Venti Zonali azzerati, Vorticità Potenziale in iniezioneArctic Oscillation al tappeto, Ozono in forte incremento.
L'atmosfera ha predisposto tutto per una fase di retrogressione gelida, severa e prolungata. Il "Blocking Euro-Scandinavo"  non è più solo una visione dei modelli deterministici, ma una certezza Fisica degli indici Teleconnettivi.

Cosa accadrà allora?

Gentili lettori, sul Mediterraneo la partita è apertissima e come ho sempre sottolineato tale fase dovrebbe aprirsi con una
INTERAZIONE tra la massa d'aria fredda Pellicolare e quella umida e mite Oceanica.
Visto il quadro dinamico, continuo a ritenere che la situazione spinga verso un Evento a forte impatto su macroscala e con possibili connotati storici sull' Europa per la rarissima convergenza termodinamica.

Filippo Casciani

 



Lascia qui i tuoi commenti

Nome (richiesto)

Email (richiesta)

  Privacy Policy   Cookie Policy

Credits