Pubblicato il 17 gennaio, 2026
L'aggiornamento odierno dei dati MERRA2 mostra un dettaglio che è doveroso valutare alla luce degli ultimi aggiornamnti modellistici che stanno "agitando" il popolo degli appassionati.
Dopo il crollo verticale dei giorni scorsi, la curva dei Venti Zonali a 150 hPa abbozza una risalita per la fine di Gennaio.
A prima vista, potrebbe sembrare un segnale di ripresa del flusso atlantico (e quindi un addio ai sogni di gloria invernali). Tuttavia, analizzando la dinamica in atto, vediamo come questo movimento faccia parte della fisiologia di una dinamica antizonale:
Img: Ripresa dei venti zonali alla quota dei 150hPa

Il grafico mostra che la media zonale del vento sta risalendo da valori prossimi allo zero verso i 5-6 m/s, tuttavia siamo ancora pienamente in un regime di Low Zonal Index (Indice Zonale Basso).
In un inverno dominato dal flusso mite atlantico, quella linea viaggerebbe sui 15-20 m/s. Valori inferiori ai 10 m/s indicano che il getto non è "morto", ma è ancora troppo debole per piallare gli Anticicloni. L'atmosfera non è ferma, è semplicemente instabile e propensa agli scambi meridiani.
Dobbiamo leggere questo grafico insieme a quello del crollo dell'Area del Vortice discusso ieri.
Le proiezioni mostrano un Vortice Polare che si sta rimpicciolendo drasticamente e per la conservazione del momento angolare quando una struttura rotante riduce il suo raggio (come una pattinatrice che chiude le braccia al petto), la sua velocità di rotazione deve aumentare.
La risalita dei venti zonali che vediamo non è un rafforzamento del Vortice ma l'effetto collaterale del suo collasso strutturale. Si stringe, accelera localmente, ma perde il controllo dell'Emisfero.
Come abbiamo analizzato nell'articolo precedente, stiamo attendendo un Downstream Development.
il Vortice Canadese deve spingere per innalzare l'Alta Pressione sulla Scandinavia, per costruire un Anticiclone di blocco potente serve energia cinetica.
La ripresa dei venti a 150 hPa rappresenta proprio l'accelerazione del getto in uscita dal Canada (Jet Streak).
Non è vento che verrà verso di noi a portare il mite, ma è la "rincorsa" che il getto prende per andare a sbattere contro il blocco e impennarsi verso la Groenlandia. Senza questa accelerazione, il blocco sarebbe debole e verrebbe spazzato via.
La retrogressione Russo-Siberiana rimane confermata , anche se il mio parere è che, almeno inizialmente, avremo una dinamica di interazione sull'Europa, come sto sottolineando da giorni.
Mentre rimangono da valutare una risonanza Stratosferica e la possibilità che tale evoluzione assuma caratteristiche di persistenza a forte impatto su macroscala.
Nei prossimi articoli vedremo di chiarire anche questi ultimi punti.
Filippo Casciani
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