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sabato 17 gennaio 2026 - 

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 Le testate internazionali, dal The Moscow Times alle agenzie russe TASS e Interfax, descrivono una situazione che va oltre il semplice maltempo. Mosca è letteralmente sepolta sotto una coltre di neve che ha polverizzato record storici resistenti dal XIX secolo.
Non è stata una nevicata comune. Quello che i meteorologi hanno battezzato come "Ciclone Francis" si è trasformato in una trappola bianca e in meno di 24 ore sulla capitale russa è caduto quasi il 50% della neve che solitamente cade in un intero mese:

Img:Piazza Rossa di Mosca (Foto: Xinhua di Alexander Zemlianichenko Jr.)


Le immagini che rimbalzano sui social russi mostrano una città spettrale: oltre 65 centimetri di accumulo fresco hanno paralizzato i tre principali aeroporti internazionali e bloccato migliaia di tir sulle arterie che portano al cuore della Russia. Oltre 130.000 uomini sono al lavoro in una battaglia disperata contro un muro bianco che continua a crescere.
Normalmente, le perturbazioni sono spinte dai venti occidentali (la zonalità) che le portano a correre velocemente verso est, ma oggi questo "motore zonale" è come si fosse spento ed il ciclone si è semplicemente fermato sopra Mosca, scaricando tutta la sua violenza sullo stesso punto per ore. È il sintomo di un’atmosfera "scollegata", dove la Stratosfera corre solitaria mentre in basso tutto ristagna.

Il vero pericolo per l'Europa inizia adesso.
Tanta neve al suolo significa una cosa sola: aria pellicolare. Questa distesa bianca agisce come un immenso specchio che rimanda il calore nello spazio, raffreddando l'aria a contatto con il suolo fino a renderla pesantissima e densa come piombo. Si sta creando una "pellicola" di gelo crudo, alta poche centinaia di metri, che preme sul barometro creando un Anticiclone Siberiano granitico:

Img: Neve al suolo


Il collasso del momento angolare terrestre e l'indice di oscillazione artica (AO)  negativa, suggeriscono che questa massa d'aria densa e gelida non resterà ferma. Senza venti Atlantici a fare da barriera, il gelo accumulato in Russia inizierà inevitabilmente a "colare" verso ovest, cercando i varchi naturali verso l'Europa.

Mosca non è solo un evento di cronaca estera. È la "fabbrica del gelo" che sta preparando il materiale per l'ultima  parte di Gennaio. La domanda non è più se il gigante Siberiano si muoverà, ma se il Mediterraneo sarà sulla sua traiettoria o se le correnti Atlantiche riusciranno, all'ultimo istante, a deviare questo fiume di gelo verso altre mete.

Filippo Casciani



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