Pubblicato il 16 gennaio, 2026
Mentre l'Europa osserva con stupore le nevicate record che stanno seppellendo Mosca, i modelli matematici e gli indici teleconnettivi delineano un quadro di rara complessità dinamica per la terza decade di gennaio.
Non siamo davanti ad una semplice "rasoiata" fredda, ma ad un collasso strutturale del Vortice Polare (VP) orchestrato da un'iniezione di Vorticità Stratosferica ed un massiccio trasferimento di momento.
Nei precedenti articoli mi ero concentrato sulle Velocità Zonali(zw) e sul momento angolare atmosferico, ad oggi il quadro si complica ulteriormente per il probabile contributo Stratosferico e, come vedremo, è un ulteriore tassello che spinge in direzione di una probabile discesa di aria gelida Russo-Siberiana.
L'analisi dei dati MERRA2 sulla superficie isentropica dei 360 K (circa 10-12 km di quota) rivela un quadro dinamico davvero interessante.
Oltre al tracollo degli zw, i grafici oggi indicano anche un incremento verticale della Vorticità Potenziale (PV), che schizza dai canonici 2.0 verso valori prossimi a 2.5 PVU.
Contemporaneamente si registra un crollo verticale della Vortex Area (l'estensione geografica del vortice), che precipita verso lo zero:
Img: MPV sulla superficie isoentropica dei 360K

Questo abbinamento — aumento dell'intensità (PV) a fronte di una drastica riduzione dell'area — indica che il Vortice Polare non è più una struttura circolare e coesa.
Viene messo in modalità "stretching", deformato e infine frammentato. La vorticità non scompare, ma si concentra in filamenti o lobi isolati che penetrano violentemente verso le medie latitudini.
Un'analisi superficiale potrebbe suggerire che un Vortice Polare profondo sul Canada possa favorire la zonalità. Tuttavia, il contesto attuale è dominato da un Global Relative Angular Momentum persistentemente negativo, con anomalie standardizzate intorno a -1.
In questo regime di "frenata" atmosferica, l'energia del lobo canadese non alimenta un flusso zonale teso, ma innesca un processo di Downstream Development.
L'iniezione di PV sul Canada aumenta la baroclinicità del getto in uscita dal Nord America e questa energia, non potendo sfogarsi linearmente verso Est (momento angolare negativo), viene trasferita "a valle" (downstream), forzando l'amplificazione dell'onda successiva e cioè del Blocco Euro-Scandinavo.
In questo scacchiere, le nevicate record su Mosca fungono da serbatoio termodinamico ed il terreno innevato favorisce la formazione di un "lago" di aria pellicolare densa e gelida al suolo.
Con l'elevazione del Blocco Scandinavo e il contestuale crollo dell'area del vortice in quota, l'anomalia di PV inizierà a risucchiare quest'aria russa verso Ovest, spingendola nel cuore del continente Europeo attraverso una manovra di retrogressione.
Proprio l'iniezione di Vorticità Stratosferica in un contesto di momento angolare negativo e velocità zonali prossime a 0 m/s, trasformano il moto orizzontale in moto verticale, andando a rinfozare il Blocco Scandinavo e predisponendo l'atmosfera ad un regime antizonale:
Img: La mappa rappresenta la configurazione dinamica ma non ha valenza previsionale

Come potete leggere le condizioni fisiche si stanno consolidando, e sulla base di questi parametri come già sottolineato nei precendenti articoli, non posso escludere che si realizzi una configurazione dinamica dai connotati Storici.
Rimangono altresì ancora dei punti da sciogliere, che riguardano la persistenza di tale collassamento Emisferico(attualmente sembra che possa proseguire nel mese di Febbraio) e l'eventuale insorgenza di un SSW.
Ne parlerò nei prossimi aggiornamenti.
Filippo Casciani
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