CSCT Meteo - Center For Study on Climate and Teleconnections
venerdì 09 gennaio 2026 - 

Analisi teleconnettive



*ATTENZIONE: Questa è un'analisi indipendente del Fondatore di CSCTmeteo Filippo Casciani  e non è collegata alla "Proiezione Invernale OPI (October Pattern Index)". La Proiezione OPI verrà riesaminata a consuntivo e cioè a Stagione Invernale conclusa* 

                                                                           
L'Italia e l'Europa stanno vivendo in queste ore una fase meteorologica che rompe anni di letargo invernale.
Mentre le immagini della neve sulle spiagge dell'Adriatico (da Jesolo a Rimini) e degli accumuli a bassa quota in Toscana (con il Valdarno imbiancato e fiocchi segnalati persino a Firenze città e nelle aree collinari circostanti) fanno il giro dei social, l'analisi dei parametri dinamici ci dice che questo non è che l'antipasto di una dinamica ben più profonda.

Il richiamo ad Inverni del passato caratterizzati da ondate di freddo e neve importanti, non sono più solo una suggestione. La "Befana Bianca" del 2026 sancisce il ritorno di un inverno di stampo Continentale, figlio di una circolazione Artica che ha trovato la falla perfetta nel sistema di blocco Atlantico:

Img: L'importante fase Artica di questo inizio Gennaio ha messo l'Europa in una morsa di gelo e neve


L'elemento che più salta all'occhio nelle analisi attuali è la distribuzione dell'Ozono totale e della Vorticità Potenziale (PV).
I dati satellitari mostrano valori di Ozono sopra il Polo elevati in maniera persistente, segno di un'accelerazione della circolazione di Brewer-Dobson. Questo trasporto di aria calda e Ozono dai Tropici verso le alte latitudini sta letteralmente "erodendo" il Vortice Polare dall'interno. 
La Vorticità Potenziale non appare più come un nucleo compatto, ma presenta fenomeni di destrutturazione. Questo indica che il "muro" del Vortice è fragile, con l'aria polare che non è più contenuta e tende a "trasbordare" verso le medie latitudini sotto forma di lobi secondari.

ANALISI SECONDA PARTE DEL MESE

Come avevo ipotizzato, la seconda metà di Gennaio vedrà un braccio di ferro tra due forzanti opposte.
Il segnale più forte arriva dal Global Wind Oscillation che sta ruotando con decisione e punta verso la Fase 8 a fine mese. Questa configurazione, unita ad una MJO  in Fase 7, forza un'anomalia pressoria positiva tra l'Islanda e la Scandinavia.
Gli ultimi aggiornamenti del GLAAM mostrano un tentativo di riscossa della zonalità. La risalita del momento angolare suggerisce che l'Atlantico non rimarrà a guardare, ma anzi tenterà di imporsi evidenziando un importante scontro dinamico.
Tuttavia questa è la risposta alla MJO in Fase 6/7 con magnitudo elevata (>2). La massiccia convezione tropicale sta immettendo nuovo momento angolare nel sistema:

Img: MJO in ripresa


Inizialmente, nel corso della seconda decade del mese,  le correnti Atlantiche spingeranno, favorendo l'inserimento di aria più mite ed umida sul bacino del Mediterraneo:




POLAR BREAK

Nel corso della 3^ decade del mese questo equilibrio tenderà a spezzarsi. La ripartenza della MJO e la risalita degli eddy flux, evidenziano la progressiva spinta della Rossby Pacifica.
L'iniezione di aria calda dal Pacifico andrà a dislocare nuovamente il VP sul Canada, mentre il getto atlantico tenderà ad indebolirsi.
Il gelo che nel frattempo si sarà impadronito di quasi tutta l'Eurasia, avrà innescato un amplificato gradiente orizzontale  con la formazione di un potentissimo Anticiclone Russo-Siberiano.

Ecco che si realizzerà un qualcosa di molto raro, vale a dire la ripartenza del VP in un regime di totale squilibrio termodinamico:

Img: Il quadro Ens rappresenta l'incredibile espansione dell'Anticiclone Russo-Siberiano ed il dislocamento del VP sul Canada



In questa fase(fine mese), ci sono molte possibilità che si attivi un PONTE DI WEIKOFF, cha canalizzerebbe un'ondata di gelo sin verso l'Europa e probabilmente anche il Mediterraneo.
L'attivazione della MJO ed il Global Wind Oscillation che punta stage 8, mi suggeriscono un quadro ancora più complesso nello step successivo(fine mese-inizio Febbraio), con tendenza alla intrusività progressiva dell'onda Atlantica (POLAR BREAK).

Come potete leggere la dinamica è molto articolata e raffigura movimenti estremamente rari e di forte impatto su macroscala.
Ci riaggiorniamo nei prossimi articoli.

Filippo Casciani

 



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