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sabato 07 novembre 2026 - 

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Quest’anno abbiamo “sdoppiato” il modello COBA.
Il modello originale che si basava sull’osservazione di
W1 e W2 a 150hpa nel periodo 10 Ottobre-20 Novembre, è stato affiancato da uno più raffinato che calcola le anomalie previste sulla base di numerose correlazioni osservate da -12 a -2 mesi.
Lo scopo è quello di ottenere dal primo informazioni sui singoli episodi, dal secondo la media mensile.
Quest’anno rappresenta il primo vero test per quanto riguarda questa metodica.

Ci troviamo di fronte a due segnali abbastanza diversi che necessitano quindi di una difficile sintesi. Il modello basato sulle onde mostra valori fuori scala per la W2, paragonabili soltanto al 1986-87.
Per la W1 ancora una volta abbiamo un picco tra i più alti, anche se leggermente spostato in avanti.
Il nuovo modello invece propone anomalie da inverno abbastanza mite, con un Dicembre in piena hp europea, un Gennaio con qualche possibilità di freddo e un Febbraio come mese più mite dei tre in regime di fortissima spinta zonale.

Cercando quindi di mediare partiamo dai punti in comune, per entrambi il mese di Dicembre non dovrebbe mostrare grandi scossoni, HP prevalente sul mediterraneo, probabile un episodio freddo in rapido scivolamento verso sud-est, temperature sopramedia e precipitazioni ridotte:


Anche su Febbraio sembrano convergere entrambi con qualche differenza, la seconda parte del mese potrebbe essere in regime di VP molto forte per entrambi, anche se il modello basato sulle onde necessita per Febbraio ancora di dati aggiornati.
Su Gennaio invece c’è qualche speranza in più, secondo questi modelli, è possibile che si abbia una fase molto fredda e abbastanza duratura sull’europa centrale che nella prima parte tenderebbe a coinvolgere parzialmente il centro nord con un alto rischio comunque di passaggio alto (ma a questa distanza è impossibile stabilirlo):




Questo a partire da fine prima decade circa, nella seconda parte del mese invece potrebbe esserci una seconda fase più favorevole al coinvolgimento diretto del mediterraneo ed in particolare dell’Italia adriatica e centro-meridionale. Questa seconda fase dovrebbe esaurirsi entro il mese o al limite nei primi giorni di Febbraio per lasciare spazio poi a quella ripresa zonale che dovrebbe chiudere l’inverno 2026-27:




Lorenzo Allegri & Staff CSCTmeteo


 



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