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sabato 21 febbraio 2026 - 

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In un'epoca di bollette alle stelle e inverni che somigliano sempre più a lunghe Primavere o piovosi Autunni, sorge spontanea una domanda provocatoria: ma siamo sicuri che il riscaldamento globale sia solo un male?
In fondo, meno ghiaccio sulle strade significa meno sale, meno incidenti e, soprattutto, meno gas consumato per riscaldare le nostre case.

Se a questo aggiungiamo l'idea che la Natura, nel corso dei millenni, ha sempre saputo riorganizzarsi, il quadro sembrerebbe quasi roseo.
Ma la scienza del clima ci dice che stiamo guardando solo un lato della medaglia, e quello nascosto è decisamente più costoso.

È innegabile che le statistiche mostrino una diminuzione dei gradi-giorno di riscaldamento (HDD). Tuttavia, questo "risparmio" è un'illusione ottica per due motivi fondamentali.
Per ogni grado di riscaldamento risparmiato in inverno, ne paghiamo il doppio in estate. Il consumo elettrico per i condizionatori non è più un lusso, ma una necessità di sopravvivenza sanitaria.
L'energia necessaria per abbassare la temperatura interna quando fuori ci sono 40°C è tecnicamente superiore a quella necessaria per riscaldare un ambiente dai 5°C ai 20°C.

L'aumento del calore significa stress per la rete elettrica (blackout), deformazione dei binari ferroviari e deterioramento precoce dell'asfalto. Questi costi finiscono inevitabilmente nelle tasse e nei servizi dei cittadini.

"La natura saprà riorganizzarsi"?  Una corsa contro il tempo

Dire che la natura si riorganizzerà è tecnicamente corretto, ma su quali tempi? L'evoluzione opera su scale di millenni, il riscaldamento attuale opera su scale di decenni.
Gli impollinatori (api, farfalle) si svegliano in base alla temperatura, mentre molte piante fioriscono in base alle ore di luce. Se il caldo anticipa il risveglio degli insetti ma non la fioritura (o viceversa), il sistema "salta".
Non è riorganizzazione, è desincronizzazione.
Un inverno mite non è un bene per l'agricoltura, perchè il gelo invernale ha il compito fondamentale di abbattere le popolazioni di parassiti.
Senza il "reset" del freddo, insetti come la cimice asiatica, zanzare tigre o nuovi vettori di malattie tropicali proliferano indisturbati, distruggendo i raccolti e minacciando la salute pubblica.

Img: Insetti Tropicali nel Mediterraneo


Le immagini satellitari  parlano chiaro, abbiamo perso il ghiaccio "spesso" (multianno), sostituendolo con una sottile pellicola che fonderà non appena la configurazione diverrà un pò più spinta.
Questo non è solo un problema per gli Orsi Polari, un Artico senza ghiaccio significa Innalzamento dei mari e costi miliardari per proteggere le città costiere (pensiamo al MOSE di Venezia o alle coste romagnole).

Img: Simulazione innalzamento dei mari su costa Romagnola


Img:  La drammatica differenza tra la concentrazione di ghiaccio Artico nel Febbraio 2005 e Febbraio 2026


Il Ghiaccio Polare funziona come una specie  di "ancora" per la Corrente a Getto.
Senza ghiaccio e senza un Vortice Polare sufficientemente strutturato, le perturbazioni diventano stazionarie.
Abbiamo settimane di siccità estrema seguite da alluvioni lampo devastanti, poiché un'atmosfera più calda può trattenere il 7% di vapore acqueo in più per ogni grado Celsius di aumento.

IL BILANCIO È IN ROSSO

Il riscaldamento globale non è un "aggiustamento" verso un clima più piacevole, ma un'immissione massiccia di energia in un sistema chiuso.
Sebbene l'idea di non accendere i termosifoni possa sembrare un sollievo immediato, i costi indiretti — dal prezzo del cibo che schizza per i raccolti persi, ai danni da eventi estremi — rendono questo "vantaggio"
il peggior affare della nostra storia moderna.

La natura sopravviverà, certamente, ma la domanda corretta è:

Noi e la nostra economia sapremo adattarci alla velocità che le stiamo imponendo?

 

Staff CSCTmeteo



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