CSCT Meteo - Center For Study on Climate and Teleconnections
martedì 17 febbraio 2026 - 

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L'illusione di un calo termico a fine Gennaio è durata pochissimo.
Osservando la temperatura media del Nord Emisfero, la linea rossa (2026) ha ripreso a correre verso l'alto con una pendenza impressionante e siamo ormai stabilmente sopra la media climatica, rincorrendo da vicino i record negativi dello scorso anno e lasciandoci alle spalle il cluster delle medie storiche.
Questa risalita avviene proprio mentre dovremmo essere nel cuore del freddo stagionale:

Img: L'anomalia di Temperatura nel Nord Emisfero torna a salire rapidamente


SITUAZIONE DRAMMATICA AL POLO NORD

Il dato più allarmante arriva però dal Polo Nord. Il grafico del volume del ghiaccio Artico aggiornato al 15 Febbraio 2026 mostra una situazione davvero preoccupante.
La linea nera (2026) si trova al di sotto di tutti gli anni precedenti (2022-2025) e spaventosamente lontana dalla media 2004-2013:

Img: Volume del ghiaccio Artico in forte deficit


Img: Anomalia spessore del Ghiaccio Artico


Con un volume di ghiaccio ai minimi storici, il "serbatoio" di aria gelida a disposizione del Vortice Polare è ridotto e più facilmente influenzabile dal calore oceanico.
La mancanza di ghiaccio innesca un circolo vizioso.
Meno superficie bianca riflette il sole, più l'oceano assorbe calore, rendendo sempre più difficile la formazione di un Vortice Polare solido e compatto.

Il grafico del Global Relative AAM  mostra che siamo nel picco di una frenata atmosferica (fase negativa intorno a -1.5/2.0).
In teoria, questo calo del momento angolare dovrebbe favorire blocchi anticiclonici e scambi meridiani, tuttavia, il forecast per fine Febbraio e inizio Marzo indica una risalita generalizzata verso la neutralità o la positività.
Se non abbiamo avuto freddo ora, con il GLAAM ai minimi, sarà ancora più difficile averlo quando l'atmosfera riprenderà "velocità" in senso zonale (anche se in questo caso intervengono altri parametri di instabilità relativi all'avanzamento stagionale).

Mentre noi discutiamo di indici, le piante hanno già deciso. Le mimose e gli albicocchi già in fiore sono la risposta biologica a questi grafici. Siamo di fronte a un cambiamento strutturale, il ghiaccio scompare, le temperature corrono e l'Inverno, per come lo conoscevamo, sta diventando un ricordo sbiadito.

DAL 2022 È AVVENUTO IL FAMOSO "GIRO DI BOA" CLIMATICO

Quello che stiamo vedendo è un sistema che sta "strappando" i vecchi schemi.
Se le temperature emisferiche corrono verso record folli nonostante i principali fattori di raffreddamento naturale siano attivi, l'ingresso di El Niño potrebbe portarci in un territorio climatico mai esplorato prima:

Img: Proiezioni fase Enso


Img: Anomalie di Temperatura Oceaniche previste per Agosto 2026



COSA POTREBBE ACCADERE?

Solitamente,  La Niña (raffreddamento del Pacifico equatoriale) e la PDO negativa agiscono come un condizionatore per il pianeta, tendendo a limare i picchi di calore globale.
Oggi, nonostante questi indici, le temperature dell'Emisfero Nord sono in risalita verticale.
L'accumulo di calore negli Oceani è talmente elevato che sovrasta l'effetto raffreddante del Pacifico.
In pratica, abbiamo il condizionatore acceso (La Niña), ma la casa sta andando a fuoco.

Le proiezioni indicano il passaggio verso El Niño tra l'Estate e l'Autunno 2026.
Questo significa passare da un fattore che toglie calore a uno che lo aggiunge massicciamente all'atmosfera.

Se siamo già su livelli da record con la Niña, l'arrivo del Niño potrebbe far schizzare le temperature Globali a livelli ancora mai visti, superando abbondantemente la soglia di +1,5°C o persino +1,6°C rispetto all'era pre-industriale su base annua.
Il calore Oceanico attuale, unito alla spinta del Niño, renderebbe quasi impossibile avere Inverni dinamici.
Il getto Atlantico diventerebbe ancora più violento di quello che stiamo vedendo ora.

Il passaggio al Niño, in un contesto di volume di ghiaccio Artico ai minimi storici, potrebbe portare a due scenari estremi.
Con un Atlantico già bollente, il Niño potrebbe pompare l'Anticiclone Africano in modo persistente.
Il Getto Atlantico , già forte ora, riceverebbe ulteriore energia. 

Quello che preoccupa il mondo scientifico  è che il 2026 rischia di essere l'anno della rottura definitiva. Se il calore attuale è il "minimo" che possiamo avere con la Niña, il "massimo" con il Niño potrebbe essere devastante.
Siamo passati da un clima che oscillava a un clima che scivola verso l'alto, indipendentemente dai cicli naturali.


Filippo Casciani & Staff CSCTmeteo



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