Pubblichiamo questo articolo come breve disamina in cui si spiega il mancato coinvolgimento del Mediterraneo dalle eccezionali Ondate di Freddo che hanno caratterizzato il clima in questa seconda parte invernale nel Nord Emisfero.
Non si parla di "cantonate" come qualcuno ama ripetere, ma di un'evoluzione che ha privilegiato alcuni e penalizzato altri, figlia di una proiezione che si è rivelata esatta a livello Globale ma poco incisiva sul Mediterraneo per i motivi che vedremo.
Ricordiamo infine che qui dentro nessuno aveva dato per certo l'interessamento del Mediterraneo, ma soltanto illustrato un incremento probabilistico in linea con il pattern che si stava venendo a creare (molto raro tra l'altro).
Se esistesse un tribunale delle leggi fisiche, quest'Inverno andrebbe processato per direttissima.
Mai come nelle scorse settimane abbiamo visto allinearsi una serie di indici teleconnettivi che, da manuale di meteorologia, avrebbe dovuto favorire l'interessamento anche dell'Europa meridionale.
Eppure, la realtà su gran parte d'Italia è fatta di mimose in fiore e albicocchi che credono sia Aprile.
Perché questa discrepanza? Perché una configurazione potenzialmente Storica si è tradotta in un nulla di fatto?
Il Global Wind Oscillation in stage 1 e 2, unito a un Momento Angolare fortemente negativo, indica che l'atmosfera sta "frenando".
L'attrito (Mountain Torque) dovrebbe rallentare le correnti zonali e favorire i blocchi anticiclonici.
Cosa è andato storto? Il freno c'è stato, ma il calo del momento angolare ha favorito blocchi "sbagliati" per noi.
Il rallentamento della corrente a getto globale è stato compensato da una accelerazione locale brutale in uscita dal Nord America. Abbiamo avuto un'atmosfera che frenava in Pacifico e in Asia, ma che "accelerava" in Atlantico:
Img: Tracollo del vento zonale al limite della Tropopausa a fine Gennaio(Valori record)

Innesco di un pattern NAO-/PNA+ : Sulla carta un PNA (Pacific North American) positivo significa che c'è un'onda di alta pressione sul Pacifico e una discesa gelida sugli USA. Questo di solito favorisce l'elevazione dell'Azzorre in Atlantico (blocco).
Quando il VP è molto debole, PNA è positivo e la NAO è negativa, l'Europa vive solitamente uno scenario meteorologico dinamico e spesso rigido:
Img: a cura di wunderground.com

Il collasso del Vortice Polare dà il via libera ad una espansione del gelo verso le medio-basse latitudini.
Il PNA+ (Pacific North American) crea un'onda di calore verso l'Alaska che fa crollare il gelo artico sugli USA orientali. Questo "scossone" destabilizza ulteriormente il Vortice Polare.
La NAO- (North Atlantic Oscillation) indica che l'Alta Pressione non sta ferma sulle Azzorre, ma sale verso il Nord Atlantico (Groenlandia/Islanda).
Effetto sul Mediterraneo: L'Alta Pressione in Atlantico fa da "muro". Il freddo che scende dagli USA, non potendo proseguire verso l'Europa via oceano, dovrebbe essere costretto a girare intorno al muro, scendendo prepotentemente verso il Mediterraneo dalla Valle del Rodano o dalla Porta della Bora:
Img: Oscillazione del getto (PNA+/NAO-) , a cura di daculaweather.com

Il cortocircuito di fine Gennaio 2026
Il freddo sceso sugli USA è stato così violento che, scontrandosi con l'Oceano Atlantico caldissimo, ha generato un contrasto termico (baroclinicità) mostruoso.
Invece di formarsi un blocco (NAO-), questo contrasto ha "sparato" la Corrente a Getto (Jet Stream) a velocità folli verso l'Europa.
Il getto era così forte che ha "piallato" il muro. La NAO è rimasta negativa, ma i blocchi sono rimasti troppo a ovest (West-Based). Il freddo è rimasto confinato in America e Nord Europa, mentre l'Italia è rimasta sotto il richiamo mite e umido dell'Atlantico:
Img: Configurazione fine Gennaio 2026

Cosa accade "solitamente" (La statistica)
Quando il meccanismo funziona (ovvero quando il getto atlantico non è troppo violento),si forma un'Alta Pressione stazionaria in Atlantico e l 'aria Artica scivola lungo il bordo orientale del blocco.
Il freddo entra nel Mediterraneo, scava un minimo di pressione (Genoa Low o Tirrenico) e porta neve a quote basse in Italia.
Il freddo sceso sugli USA è stato troppo.
L'aria gelida Artica si è scontrata con le acque calde del Golfo del Messico e dell'Atlantico occidentale con questo contrasto termico mostruoso che ha generato una baroclinicità esplosiva.
Risultato? Il Jet Stream è diventato un "idrante" impazzito ed invece di ondularsi, il getto è partito dritto a 300 km/h verso l'Europa, piallando l'anticiclone delle Azzorre e costringendolo a stendersi basso sui paralleli (zonalità bassa). Il freddo americano ha letteralmente "sparato via" le speranze di blocco atlantico.
Tuttavia c'è un problema di fondo
Per decenni, l’inverno italiano ha seguito un copione preciso.
l’Anticiclone delle Azzorre si ergeva verso l'Islanda, creava un "muro" (blocco) e costringeva l’aria Artica a scivolare verso il Mediterraneo. Oggi quel muro è crollato. Nonostante indici Teleconnettivi favorevoli, il Mediterraneo resta una provincia dell'Atlantico mite.
Il primo grande imputato è l’espansione della Cella di Hadley. A causa del riscaldamento globale(soprattutto Amplificazione Artica), la circolazione tropicale si è allargata verso Nord e le alte pressioni subtropicali, che un tempo stazionavano sulle Canarie, ora occupano stabilmente il Mediterraneo.
Questo "cuscinetto" caldo è diventato più massiccio e pigro ed invece di flettere verso nord per creare blocchi, tende a spalmarsi lungo i paralleli, agendo come una diga che tiene il freddo confinato oltre le Alpi.
Non possiamo poi ignorare le SST (Sea Surface Temperature). L'Atlantico non è mai stato così caldo e un Oceano caldo fornisce calore e vapore alle basse pressioni, rendendole più profonde e "cattive":
Img: Anomalie Oceaniche 9 Febbraio 2026

Un sistema di basse pressioni così energico e continuo non permette all'Alta Pressione di stabilizzarsi ed il risultato è un flusso occidentale incessante che trasporta aria oceanica mite fin sull' Europa meridionale, impedendo le brinate e accelerando i cicli biologici.
Verso un nuovo regime climatico?
La domanda che tutti gli appassionati si pongono è: I blocchi torneranno?
La statistica ci dice che i periodi di bassa zonalità esistono ancora, ma la finestra temporale in cui si verificano si è ridotta drasticamente.
Oggi, per avere il gelo in Italia, serve un allineamento planetario quasi miracoloso, perché dobbiamo vincere la resistenza di un Tropico che spinge verso nord e di un Atlantico che non vuole più "chiudere i rubinetti".
Finché l'architettura dei blocchi resterà questa, i nostri inverni saranno destinati a essere solo dei lunghi, miti e piovosi autunni o contraddistinti da lunghe fasi Anticicloniche(quando va male), punteggiati da fioriture che arrivano quando dovremmo ancora avere la neve.
Filippo Casciani & Staff CSCTmeteo