Pubblicato il 06 febbraio, 2026
L’inverno si avvia ormai alla sua fase terminale, è tempo di fare un confronto tra quanto atteso sulla base del modello COBA e quanto si è invece realmente verificato, con un occhio anche alle prossime 4 settimane che chiuderanno la stagione.
Nel grafico del modello sono semplificate le informazioni ricavabili da esso, esse vengono riportate generalmente come grado di debolezza del VP (linea nera) e livello di coinvolgimento da parte di clima freddo/perturbato di Europa meridionale e Mediterraneo (linea rossa). Sull’asse delle x viene riportata la data per cui tali condizioni sono previste, tuttavia questa al momento non è da prendere troppo strettamente in considerazione, ma serve principalmente ad avere un’idea dell’alternarsi stagionale delle varie fasi.
Un picco previsto per il 10 dicembre può poi verificarsi realmente il 25 novembre o il 20 dicembre, e anche la distanza tra le varie fasi può poi risultare più o meno dilatata.
figura 1

Nella figura 1 si evidenzia una prima lunga fase (1) caratterizzata da debolezza del VP accentuata ma da scarso coinvolgimento del Mediterraneo.
Questa fase era prevista per gran parte del mese di Dicembre e prima parte di Gennaio.
In effetti abbiamo osservato NAO negativa a dicembre ma in un contesto mite per l’italia e privo di grandi movimenti.
Questo si spiega (secondo il modello) con una linea rossa estremamente negativa, tipica di fasi anonime sull’Europa centrale.
Il disaccoppiamento VP debole vs scarso coinvolgimento del Mediterraneo trova conferma anche in un NAM dicembrino negativo in forte contrasto con l’inizio degli ultimi inverni (figura 2).
figura 2

Procedendo con il grafico (figura 3) del modello, veniva prevista una fase 2 con un temporaneo aumento del grado di coinvolgimento delle nostre zone ( linea rossa che torna in positivo) con un contemporaneo buon livello di disturbo del VP.
Questa fase prevista per il 20 gennaio, può essere individuata in quella realmente osservata ad inizio del 2026, quindi con un anticipo di circa 15 giorni.
Tuttavia l’entità del picco risultava bassa ed in effetti il coinvolgimento è stato piuttosto marginale.
figura 3

Nella successiva fase 3 (figura 4) si nota il crollo previsto di entrambe le linee, con quella di nostro interesse che raggiunge il suo picco negativo stagionale.
Era quindi lecito attendersi una fase molto anonima con temporaneo rinforzo del VP o suo asse sfavorevole per tutta la restante parte di Gennaio e buona parte di Febbraio.
In effetti abbiamo osservato ed in parte stiamo ancora osservando una lunga fase atlantica con inibizione di blocchi e clima umido e leggermente sopramedia che dovrebbe avere il suo culmine a breve. Questa lunga fase secondo il modello terminerà con un forte picco della linea a noi più cara (fase 4) con avvicendamento (picco linea rossa, crollo linea nera) tipico degli eventi maggiormente rilevanti sul mediterraneo.
figura 4

Questo tipo di pattern solitamente prevede l’instaurazione di una configurazione troposferica tipica di un tentato/riuscito split, con retrogressione di aria molto fredda verso ovest, generalmente con tenuta iniziale del blocco Atlantico.
Il modello la prevederebbe per il 5-10 marzo. E’ possibile dunque che i modelli tornino a vedere configurazioni interessanti per l’inizio del mese prossimo, stavolta con una maggior componente fredda sul Mediterraneo. Tuttavia ricordiamo che l’esatta collocazione temporale non è ancora nelle corde del modello, ad esempio se seguissimo l’anticipo visto fin qui, tale fase potrebbe collocarsi già in terza decade di Febbraio.
Va inoltre precisato che la performance del modello diminuisce quando ci si sposta verso metà marzo, di conseguenza il segnale osservato non ha la stessa portata di uno proposto ad esempio per Gennaio.
Alla luce di tutto questo bisognerà monitorare se ci sarà spazio per un’evoluzione inizialmente continentale sull’europa centrale in terza decade di Febbraio con possibile coinvolgimento del centro nord Italia.
A seguire tutto potrebbe evolvere verso un blocco atlantico più pronunciato verso ovest con episodio di freddo e maltempo sul Mediterraneo tra fine Febbraio e prima decade di Marzo.
L’eventuale intensità è difficilmente stimabile stante appunto la fase piuttosto avanzata della stagione ed alcuni parametri che spingono in direzioni opposte, se da un lato infatti il VP quest’anno si è mostrato piuttosto debole, dall’altro la tendenza stagionale a cedimento del blocco potrebbe mitigare molto l’eventuale arrivo di aria fredda.
Lorenzo Allegri & Staff CSCTmeteo
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