Pubblicato il 20 gennaio, 2026
Aggiornamento rapido in cui vogliamo rendervi partecipi dei dati MERRA-2 odierni che confermano una dinamica raramente osservata con questa intensità e mai osservata almeno dal Febbraio 2018.
Un decoupling (disaccoppiamento) tra l'estensione del Vortice Polare e la sua intensità intrinseca, con il sistema che si sta comportando come un elastico teso fino al limite della lacerazione.
L'ultimo aggiornamento mostra il Vortex Area a 360 K (livello tropopausico) in una caduta libera senza precedenti:
Img: Vortex Area in crollo verticale

La linea arancione (forecast) punta verso lo zero climatologico, indicando che la superficie del vortice intesa come entità compatta sta letteralmente scomparendo.
Il Vortice Polare non occupa più la calotta, ma si è ridotto a frammenti o a una struttura estremamente esile.
Contemporaneamente al calo dell'area, assistiamo a un incremento violento del Vortex Edge (il gradiente di vorticità al bordo):
Img: Sensibile incremento della Vorticità angolare

Il valore schizza verso l'alto, portandosi ben oltre la media e i massimi del periodo.
Tutta l'energia del vortice, non potendo più distribuirsi su una vasta area, si sta concentrando lungo un perimetro ristrettissimo. Abbiamo ora una "lama" di vento e vorticità elevatissima, capace di generare correnti a getto locali di intensità straordinaria.
Questa combinazione (Area in crollo + Edge in picco) spiega scientificamente la "piallata" zonale vista nei modelli deterministici.
Il vortice è piccolo (bassa area) ma "cattivissimo" (alto edge/PV) e questa concentrazione di energia accelera il flusso occidentale (zonalità bassa) proprio sul bordo del Vortice.
Tuttavia, una struttura così "sottile" e carica è intrinsecamente instabile. Basta l'interferenza della MJO in Fase 8 (prevista con moderata magnitudo) per spezzare questa lama in più lobi.
Siamo nella fase di "massima compressione". Il tracollo dell'area e il contemporaneo picco del Vortex Edge suggeriscono che il Vortice Polare sta per subire una metamorfosi irreversibile.
La spinta Atlantica è l'effetto di questa contrazione energetica, ma non è sostenibile nel lungo periodo.
La rottura della "lama" aprirà la strada a scambi meridiani massicci non appena la tensione dinamica avrà raggiunto il suo acme.
Da un pattern NAO negativo con flusso zonale basso, potremmo passare ad una dinamica maggiormente bloccata tra fine mese e inizio Febbraio ( sono sempre le stesse date che indico ormai da 1 mese):

Concludo dicendo: Non sognate troppo ma non deprimetevi nemmeno.
Abbiamo qualcosa di tangibile su cui discutere, sotto molti aspetti anche dalle caratteristiche rare, se amate la meteorologia assaporate questi momenti.
Filippo Casciani
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