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mercoledì 21 gennaio 2026 - 

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L'assetto barico emisferico per l'ultima decade di gennaio 2026 presenta una configurazione di rara complessità. Nonostante alcune corse modellistiche suggeriscano una  penetrazione del getto atlantico in Europa, l'analisi dei parametri fisici profondi — Potential Vorticity (PV), Vortex Area e forzanti tropicali (MJO) — indica che il sistema è fortemente instabile e che potrebbe innescare una dinamica ad elevata potenzialità su macroscala, come sottolineato nei precedenti articoli.

L'elemento più eclatante emerge dall'analisi della Maximum Potential Vorticity (MPV) al livello di 360 K (prossimo alla tropopausa):

Img: Sensibile rinforzo della Vorticità Potenziale a fine mese


Il grafico MERRA-2 mostra un incremento verticale della PV massima, che schizza sensibilmente oltre la media climatologica. Questo indica un vortice che, pur sotto attacco, sta concentrando la sua rotazione in un nucleo estremamente compresso e "carico", con attivazione dei flussi di calore che andranno a generare uno Stratwarming.
 In contrapposizione, l'area totale occupata dal vortice (Vortex Area) a 360 K è in caduta libera:

Img: Vortex Area in sensibile diminuzione


Il rapido incremento del gradiente al bordo del vortice (vortex edge) conferma che non siamo di fronte a un semplice indebolimento, ma a una deformazione meccanica importante. Il vortice viene "stirato" dalle onde planetarie, trasformandosi da una struttura circolare a una forma ellittica altamente instabile.

Questa compressione spiega perché, paradossalmente, vediamo ancora un getto atlantico teso sulle mappe a 144-192h. Un vortice con alta PV e area ridotta genera un gradiente barico locale molto forte, che accelera il vento lungo il suo bordo meridionale ( Jet Stream).
Tuttavia, con un indice AO previsto a -3, questa accelerazione è sintomo di uno squilibrio temporaneo. Il freddo non è sparito, è semplicemente "strizzato" all'interno di un getto molto basso di latitudine che scorre tra i 45°N e i 50°N.

La traiettoria della Madden-Julian Oscillation (MJO) prevista da GFS e ECMWF verso la Fase 8 (con ampiezza superiore a 1.5) agisce come catalizzatore.
La Fase 8 favorisce statisticamente l'instaurarsi di un regime di NAO negativa e la formazione di un Atlantic Ridge.
Gli ultimi aggiornamenti (ECMWF 06z) mostrano già i primi segnali di una migliore "tenuta" dell'alta pressione atlantica con un getto Atlantico meno invadente:

Img: Aggiornamento ECMWF06


Nel frattempo, in riferimento alla dinamica descritta, si sta sempre più concretizzando l'ipotesi di uno Stratwarming sulla verticale del Nord Atlantico negli ultimi giorni di Gennaio:

Img: Previsione di uno Stratwarming a fine Gennaio



La dinamica si conferma ancora in evoluzione e ad alta potenzialità.
Quello che consigliamo ai nostri lettori appassionati è godersi questi movimenti così rari negli ultimi anni, senza avere la fretta, così come accade per un libro o un film,  di voler saltare all'ultimo capitolo.


Filippo Casciani



Francesco
# Francesco
martedì 20 gennaio 2026 16:27
Filippo, immagino sia una domanda che in molti ti fanno ma ricordo molto bene nel 2012 la tua frase " mi sbilancio pesantemente " .
Ora io ti chiedo: " Potresti dare anche una tua previsione non riferita solo all'Italia e tanto più Toscana / anche sa sarebbe quello che vorrei :) ) sulla tempistica affinché si possa concretizzare un'ondata di gelo? Questo perché mi pare di capire che il target di fine gennaio sia saltato.
Grazie in anticipo e un caro saluto
Francesco
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