Pubblicato il 01 gennaio, 2026
L'evoluzione atmosferica per la prima decade di gennaio 2026 si sta delineando come un classico scenario da "braccio di ferro" tra due figure bariche opposte: l'aria mite e umida oceanica da Ovest e la progressiva strutturazione di un vasto campo di Alta Pressione termica sulle pianure Russe.
Questa configurazione, attesa proprio a cavallo dell'Epifania, pone le basi per un drastico cambio di scenario termico sull'Italia:
Img: Mappa centrata per il 6 Gennaio: Importante ondata di freddo sull'Europa Occidentale, fino a 10-12°C sotto la media

L'elemento cardine della previsione è la formazione di un Anticiclone Termico sulla Russia europea e sulla Siberia occidentale.
Questa massa d'aria agisce come un ostacolo fisico. Quando le correnti Atlantiche proveranno ad avanzare verso Est, troveranno questo muro freddo invalicabile, costringendole a deviare o a scorrervi sopra.
E mentre ad Est si congela, l'Atlantico non rimarrà inerte.
Intorno all'Epifania (5-8 Gennaio), impulsi perturbati cercheranno di entrare nel Mediterraneo e 'interazione tra queste due masse d'aria opposte creerà le condizioni ideali per nevicate.
Attualmente le ultime elaborazioni indicano la possibilità di rovesci nevosi a bassa quota o pianura specie su Nord/Est, Emilia Romagna, Toscana, Umbria,Marche. Tuttavia il quadro potrebbe mutare:
Img: Mappa Previsioni giorno 6 Gennaio

CONSIDERAZIONI
L'ondata di freddo della Befana non sarà un'irruzione "mordi e fuggi", ma l'inizio di una fase in cui l'Italia si troverà terra di confine.
Il freddo vero, quello pesante e continentale, è in fase di produzione ("stoccaggio") sulla Russia.
La neve dipenderà da quanto questo freddo riuscirà a "sottilizzarsi" verso ovest prima di incontrare l'umidità Atlantica. Le premesse per un evento invernale di stampo classico, con neve a bassa quota, sono effettivamente concrete.
Filippo Casciani
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